Alexanderplatz 19 novembre

Eccoli, uno ad uno, avviarsi con il “sorriso interno” verso il loro posto, deciso, adattato allo spazio intimo che l’Alexanderplatz offre, insieme, a cominciare, un sapore di antico.
Un po’ di sound check, non guasta mai, dialogano con voci misteriose, toni diversi, cenni, alzano menti, muovono il collo in armonia, le mani accarezzano, pizzicano e girano intorno, a scaldarsi un pochino, si ascoltano prima di ascoltarsi, non esiste niente altro che la Dea Musica ora.
Grati, eterei e a terra, stanno per cominciare.
In silenzio il pubblico li guarda, attratto e in attesa, il Guru Bruce parla, presenta, pronuncia i loro nomi in un modo “diverso dal solito”, personalizza cognomi, cambia accenti, ride, sorride, ride di nuovo, si scalda l’aria….
Li introduce e li guida nell’infinito che la loro musica assieme, tra poco esprimerà per le nostre anime, ascoltatori e partecipanti, neofiti dell’improvvisazione, musicisti affermati, compositori, la diversità integrata delle persone del 19 novembre all’Alexanderplatz.
Una persona sola a più voci, non sembrano diversi, mescolano e armonizzano i suoni, meravigliandosi di loro stessi e di ciò da cui sono guidati che li conduce a generare armonie irripetibili, infinitamente voluttuose e minimali al tempo stesso.
Si sorprendono di ciò che “si sentono suonare”, ammiccano l’un l’altro, nella gioia di un flusso sonoro. Nasce la luce, si muove il fuoco, sale, scende, si allarga e poi si canalizza nell’assolo di contrabbasso, umile e potente, ci riporta a terra, nella sicurezza del caldo, la sordina del metallo che implode esplodendo sale al cielo, oltre i piani di Via Ostia, vola volando. Il sax corre libero in prateria e le tastiere si imbizzarriscono veloci e fuori ogni riga di pentagramma noto. Le chitarre giocano, rincorrendosi, a turno e insieme, seduti e in piedi appoggiati all’arco, a risuonare con i mattoni, i piatti scoppiettano, le bacchette nicchiano…
La fusione dell’atomo, al confronto, si inchina.
In armonia, in strampalata, libera e scombinata, perfetta armonia, giocano e ci parlano “si, state con noi”, “stiamo insieme qui, così in libertà”, dicono senza dire i musicisti.
E alla fine, quando la sala si svuota, l’aria ancora risuona dell’indicibile, dell’inafferrabile, dell’irripetibile gioco di suoni e colori che ci hanno regalato.

Grazie

Bruce Ditmas - batteria e conduzione 

Angelo Olivieri - tromba
Sandro Satta - sax alto
Carlo Conti - sax baritono
Daniele Pozzovio - tastiere
Lewis Saccocci - tastiere
Antonio Jasevoli - chitarra
Guido Silipo - chitarra
Ron Seguin - contrabbasso