Jazz al femminile a Roma 6 febbraio


Stasera il palco dell’Alexander Platz si tinge di rosa e luce di cristalli chiari, a illuminare le mani sapienti e leggere di Cecilia. Il movimento dà anima corpo e respiro alla scultura, come un complesso architettonico, davanti al suo sgabello, poco prima Cecilia si sedesse, metallo e legno e acciaio in attesa di vita.

La musica condiziona i comportamenti, lo sappiamo, sono tutti rilassati, seduti tranquilli nell’attesa della forte dolcezza che stasera vogliamo ascoltare. Sappiamo tutti arriverà, siamo qui per questo.



Cecilia Sanchietti






Cecilia compositrice, direttrice artistica di WinJazz Network, impegnata nella valorizzazione e condivisione delle iniziative a supporto delle donne nel jazz. Il volto yin di questa parte di mondo musicale nato oltreoceano che accomuna anime in cammino da New Orleans a Roma.

Un volto eburneo che custodisce e esprime un’anima nera, soul, swing, jazz, una circolarità di suoni delicati e contemporaneamente penetranti, arrivano a chi ascolta, come un inizio di un viaggio di cui non conosci tappe e destinazione ultima, e intanto viaggi e le immagini interne sono guidati dalle armonie sonore, arrivano panorami, velocità come di un treno in corsa, versanti appenninici dolci quando il suono è tac_ta_tac, quando schiocca il tintinnio delle bacchette, in controtempo, e le note del piano accompagnano e si oppongono. E’ la neve spolverata su qualche cima più alta, si sta sciogliendo a suon di musica. Il silenzio della neve, ora, risuona di questo strofinio qua.

E’ l’inverno sonnolento che nasce, trapezisti, evoluzioni, il sax chiama al riposo energico, un vero controsenso che solo la musica può esprimere in accordo con se stessa.

Malinconici mari d’inverno in “Sweet & Bitter”, note ripetute e acciaccate, lente, quasi dolorose, tanto sono struggenti, qualche cumulo avvistato in un cielo autunnale, aperture a far respirare il cielo, come piccoli squarci di speranza, e la lentezza sul finire, accompagna una volontà di applausi come a invocare un fulmine che liberi il cielo dal grigiore. Finalmente!.

Il tempo della liberazione dal freddo ce lo offre la reinterpretazione di Lawns di Carla Bley, un classico; è un breve movimento, con piccoli passi, a sgranchirsi per risvegliarsi e partecipare alla vita. Un suono da non_posto, utile e riconoscibile, come quando stai guidando per andare in un posto dove non vorresti andare o sei stanca, e questa musica, offerta così, stasera, ti invita a ritrovare un piccolo guizzo interno, sposta le preoccupazioni, invade i muscoli e ti fa sorridere, ti rapisce e ti riporta nel sentire, fuori dal pensare.



Marco Siniscalco

Molto interessante il racconto di Asia, dalla voce di Cecilia, una dedica ad una donna coraggiosa, esempio di resistenza ed ecco Not (in) my name. Le mani e le gambe di Marco Siniscalco ora crescono protagoniste e Cecilia e Pierpaolo Principato al piano, in secondo piano, a sostenere il ballo delle corde, il movimento obliquato del suono basso che viene dalla terra, sta arrivando la primavera, le immagini del viaggio con loro, adesso, entrano in un tempo altro, sembrano sbocciare le bulbose, velocemente, come le pubblicità in televisione.

La terza via, fragorosa, potente, vigorosa ci energizza le visioni, ora colori forti, alternativi, siamo arrivati in India, in Pakistan? Mi viene in mente quella foto famosissima di una ragazzina con occhi incredibili, che ha fatto il giro del mondo.





Chiude in bellezza sassofonica questo concerto con Run Baby Run, se riapri gli occhi, il viaggio ora è insieme a loro, sono in mezzo a noi, il palco è volato via, suonano con le spalle, con lo sternocleidomastoideo in tensione, allora tutti in piedi, siamo su un mezzo movente, forse un tram ora, che ha spazio dentro, è senza sedute, stiamo tutti ballando, e guardiamo città, case con giardino, cani e padroni a spasso, attraversiamo parchi, bambini giocano in libertà, chi fa jogging, chi con i capelli d’argento passeggia e sorride al nostro attraversare e accenna, in appoggio ad un elegante sostegno in legno,  qualche passetto di danza a salutarci.

Dolcezza, forza sofisticata, tramontana e rosa dei venti a cambiare atmosfera e galassia.

Grazie

Stefania Ratini

6 febbraio Alexanderplatz jazz Club - Roma







artisti 


Cecilia Sanchietti - batteria e composizioni
Pierpaolo Principato - piano
Marco Siniscalco - basso elettrico
Featuring Marco Guidolotti sax baritono




Scaletta


    Primo set

  • Which way (Cecilia Sanchietti)
  • Circus (Cecilia Sanchietti)
  • Shouting to a brick wall (Cecilia Sanchietti)
  • Sweet & bitter (Cecilia Sanchietti)
  • Zizo (Federica Zammarchi)
  • Not (in)my name (Cecilia Sanchietti)

Secondo set


  • Lawns (C. Bley)
  • Hang Gliding (M. Schneider)
  • Emerging Lands (Pierpaolo Principato)
  • Nuevo Camino (Pierpaolo Principato)
  • La terza via (Cecilia Sanchietti)
  • Run baby run (Cecilia Sanchietti)


Secondo Album di Cecilia Sanchietti "La terza via - The third side of the coin" Uscito ad inizio 2018 con la BluJazz di Chicago

Link al disco

https://www.dropbox.com/sh/vhb90xqirytrpki/AABFJm8zBrFUNAUYIj4Qn262a?dl=0


Link foto ufficiali

https://www.dropbox.com/s/i7utpi83mg6mlpe/La%20terza%20via%20-%20Cover.jpg?dl=0

https://www.dropbox.com/s/0c25s8tyxvio57g/Foto%201.jpg?dl=0

https://www.dropbox.com/s/p47x5s7p4hl69gn/Ensemble.jpg?dl=0


Canale you tube Cecilia Sanchietti

https://www.youtube.com/channel/UC0ltkxD-63hNBdTr0SXLUuw?view_as=subscriber