Sono anni ormai che cerco di arrivare a questa cena, la cena di  stasera, una sera di primavera in cui ho due amici  a tavola e posso cucinare serena tutto quello che ho comprato nel pomeriggio.
Sto preparando:  una frittata agli asparagi,  foglie di rapa rossa  saltate in pentola con cipollotto, patate al vapore.

Sulla tovaglia a quadretti bianchi e rossi che mi ricorda le Trattorie  dell'Emila ci sono acqua, pane e vino rosso.


Sono anni che cerco una soluzione alla mia necessità di mangiare del  
cibo sano, fresco, vitale, gustoso, di cui con certezza conosco metodi  e luogo di produzione.

Alcuni mesi fa  rispondendo ad una proposta del Gas di  Preganziol ho   
ordinato la mia  prima cassetta di frutta e  verdura biologica Rio  Selva,oggi che finalmente è primavera mi reco  personalmente in questa  Fattoria già conosciuta sul territorio tra l'altro  per la scuola del  pane con pasta madre  che Elena Moro, periodicamente propone con  grande passione e  che io ho frequentato questo inverno.



A conoscere la Fattoria e fare questa spesa sana, ho portato con me  
Stefania, un'amica romana venutami a trovare per il finesettimana.

Stefania è sorpresa del paesaggio verde, dell'acqua, delle calle che  vede fiorite ai bordi della strada ai  bordi dei canali, un po' da  tutto quello che questa campagna viva è in primavera.

Al nostro arrivo  lasciamo l'auto vicino alla fontana di acqua di  risorgiva  e finalmente scendiamo a piedi, passando  davanti ad  una  bella fattoria a due piani, il nucleo  abitativo dove risiede la  Comunità Rioselva:  due famiglie con bimbi, due adulti e  gli anziani coniugi Anna e Bruno Moro, storici abitanti  della Fattoria,  fondatori nel 2008 della cohousing.

Proseguiamo per un viottolo;  tra alberi e un bell'orto giungiamo al  laghetto sul quale si affaccia  una  grande sala rettangolare  a  vetrate: una decina di persone sta mangiando  all'interno.

A fianco e comunicante c'è il  locale tecnico della cucina e del  forno, quello  dove ogni settimana si panifica,  ed  in questo momento  Elena Moro insieme ad una  collaboratrice sta cucinando.

Saluto velocemente Elena e poi Domenico Maffeo, è lui a lavorare  direttamente la terra e  a produrre buona parte di quello che è  offerto ed esposto lì.

Domenico è un architetto,  Francesca è una antropologa,  vivono a  Rioselva dal 2015, loro figlio è nato un anno e mezzo fa: la loro è  una delle due giovani famiglie che compongono la Comunità Rioselva.

C'è un  grande bancone di verdura, ortaggi, frutta  con una bilancia  per pesarli; alle spalle alberi e poi un  campo seminato, le piantine  piccole.

Quello che non produce direttamente Domenico,  ed è offerto su quel  banchetto,  viene dalle altre Bio Fattorie che partecipano ad  OltreConfin.

In queste Fattorie  ogni estate si da vita a Fattorie Didattiche e  durante tutto l'anno si svolgono Laboratori artistici e didattici  per  bambini e  per adulti, conferenze, concerti, etc. etc.

Cosa è  Oltreconfin- Distretto di Economia Solidale?
E'  un modo nuovo di pensare la relazione tra la  terra, I suoi  prodotti e  i suoi abitanti (esseri umani ed animali ), tra chi lavora  la terra e il territorio e viceversa.

Qui si lavora per  fare germogliare e crescere prodotti naturali,  senza forzare  i risultati, consapevoli del valore di un cibo sano.

Qui diviene fatto il  produrre biologico  e vivere in armonia e  rispetto di   tutto ciò che circonda.

Scambiando euro in cambio di lattuga a cuore, patate, carote,  asparagi, cipolle, rape sento che sto realizzando e riconoscendo  un  patto di fiducia tra me e Domenico.

Non sto acquistando, con il diritto sempre un po' arrogante che il  denaro ha verso tutto ciò che riesce a rendere merce, sto “scambiando”.

Le mani che mettono la lattuga nel sacchetto di carta lo fanno con una  cura che trasmette  tutto l'impegno che è stato necessario per realizzarla e la consapevolezza di chi sa  che il campo è parte di Madre Terra e non una “risorsa da sfruttare”.

Così  il risultato del lavoro rispettoso della terra a me   fa bene  due volte:  la prima, perchè a mangiarlo   mi nutre veramente,  la  seconda perchè conosco gli occhi e  il pensiero di chi ci sta dietro.


C'è una idealità del pensiero che informa il progetto di Oltreconfin e  che l'azione e l'impegno di queste donne e questi uomini  porta  sul  
piano della realtà.

“ L'Associazione Culturale OLTRECONFIN Distretto di Economia Solidale   
tra le proprie attività comprende il supporto e lo sviluppo di  Comunità che Supportano l'Agricoltura (articolo 4 dello Statuto) ed  intende promuovere una vera e propria rete locale che unisca  "produttori" e "fruitori" dei prodotti agricoli, con effettivi  
cambiamenti in ambito micro-economico e sociale.”

Vado sul sito di Oltreconfin ( www.oltreconfin.it) e trovo: "I   Distretti di Economia Solidale sono realtà territoriali che  sperimentano empiricamente un processo di trasformazione civica,  economica e sociale seguendo tre principi: cooperazione e reciprocità,  valorizzazione del territorio, sostenibilità sociale ed ecologica.”

Domenico lavora all'interno di  questo meraviglioso Progetto ed io e  Stefania, che gli sta facendo in questo momento alcune  domande,  proprio come lui, lo  riteniamo necessario.

E' possibile che il raccolto di Domenico, così come di altri  produttori,  abbia in anticipo chi lo attende,  sia esso un gruppo di  acquisto solidale, una amministrazione comunale per le sue mense, uno  o più ristoratori di professione, singoli cittadini come me.

Oltreconfin di cui Domenico è Presidente da' vita ogni estate a ben 4  Fattorie Didattiche.



I bambini possono affacciarsi e partecipare alla bellezza di queste   
realtà e della loro idealità.
Possono giocare, creare, disegnare nella natura, toccare l'asinella o  
il cavallo, osservare il tacchino, vedere il pane che esce dal forno,  
sentirne il profumo, mangiare  cibo sano
preparato per loro.

Le mamme e i papà, li andranno a riprendere e li lasceranno sereni.
Questa esperienza ne allargherà la sensibilità, la capacità di ascolto  e di espressione.

Domenico ora sta spiegando a Stefania cosa è una - Comunità che  supporta l'agricoltura (CSA) , che a Marzo del 2018 insieme a una   decina di famiglie  del Gas  di Preganziol la Fattoria Rio Selva è  arrivata  alla costituzione della propria Comunità.
Il lavoro di preparazione è durato più di un anno, il tempo necessario per arrivare ad avere obiettivi  condivisi.

Ora decidono insieme  quale cibo produrre, sostengono l'agicoltura  biologica,  applicano concretamente   principi di democrazia e  giustizia sociale;  danno vita ad  una comunità di persone che   operano  per riappropriarsi della sovranità alimentare attraverso  l’agricoltura partecipata.


Bene  la cena è pronta.
Qualcuno davanti alla mia profumatissima frittata, dice:
Che Meraviglia!!
Sale c'è?- chiede Federica
si - rispondo - ne ho messo un po'.